Ben Harper non ne può più di fare concerti. Il trentenne virtuoso della chitarra preferirebbe essere a casa con la sua famiglia, alla quale quest’anno si è aggiunta la seconda figlia, battezzata con l’insolito nome Harris. «E’ stata una cosa profonda e magica. Sono ancora incantato. L’abbiamo fatta nascere a casa: l’ho acchiappata al volo, come fossi un portiere. Essere padre implica una tonnellata di lavoro. Non c’è niente che stanchi quanto essere padre, ma non c’è niente di altrettanto appagante. E’ dura andare in tour: l’altro giorno ero al telefono con mia moglie, e mio figlio CJ si è svegliato gridando: "Papà!". Ma io non c’ero. Ho tentato di parlargli per telefono, e lui ha detto: "Papà, mi manchi". Cavolo. Sono sceso da 350 concerti l’anno a 200. Ma non posso ancora rinunciare del tutto».
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